BRINDISI
, chiamata la « bianca figlia del sole » dall'imperatore
Federico II di Svevia, oggi città di moderno aspetto, animata da commerci ed
industrie di prim'ordine, è situata su una penisoletta protesa fra due seni
di mare (Seno di Ponente e Seno di Levante) che costituiscono
il suo porto interno, uno dei più sicuri dell'Adriatico ed importantissimo
sin dall'antichità per i suoi traffici con l'Oriente.
Le sue origini.
Fu dalla forma ramificata del porto che prese il nome la
città allorché fu fondata dai Messàpi molti secoli prima della nascita di
Cristo. La parola brunda, in lingua messàpica, significava infatti
testa di cervo.
Dopo la conquista romana
(266 avanti Cristo) Brundisium fu collegata a Roma
con la Via Appia (la regina delle strade).
La Via Appia venne cominciata nel 312
a. C. dal censore Appio Claudio che la condusse fino a Capua.
Da qui, successivamente,
venne prolungata fino a Brindisi, divenendo, quindi, importantissima per il
traffico con i Paesi dell'Oriente.
Appena fuori di Roma, la Via
Appia era fiancheggiata da magnifici monumenti funebri, tra i quali la Tomba
di Cecilia Metella, maestoso torrione di 20 metri di diametro.
La colonna, alta 19 metri, regge un magnifico
capitello di marmo bianco adorno dei busti di Giove, di Net-tuno, di Pallade,
di Mane e di otto tritoni. Le colonne erano due. Sulla sinistra della
fotografia, infatti, in basso, si vedono i resti dell'altra colonna crollata
nel 1528 e ceduta ai Leccesi per sostenere la statua di Sant'Oronzo.