Il Barocco a Lecce

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 Barocco leccese - Lecce - Puglia

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LECCE

A Lecce la diffusione del barocco fu favorita dalla « pietra leccese », abbondante nelle cave locali. Questa pietra che, come si e detto, e tenera al momento dell'estra-zione, ma che s'indurisce col passar del tempo assumendo un vivo colore dorato, sembrava fatta apposta per essere incisa, intagliata e traforata in mille fogge, E su-bito, difatti, per rispondere agli allettanti inviti del barocco, ci furono schiere di scultori e di architetti salentini che ne approfittarono largamente, soprattutto a Lecce.

Fra quelle schiere si distinsero artisti bravissimi come Gabriele Riccardi, Francesco e Giuseppe Zimbalo, Cesare Penna, Ciuseppe Cino, tutti di Lecce, e altri ancora.

II « Barocco Leccese » pure abbandonandosi anch'esso ad una fantasiosissima esuberanza di decorazioni, anzi, superando gli altri esempi barocchi per estrosità talora sfrenate, seppe nello stesso tempo mantenere una grazia, un'eleganza e una leggiadria straordinarie.

Dal fasto delle chiese e dei palazzi, poi, il « Barocco Leccese », affidato all'ingegno di artigiani abilissimi, passò alle minori costruzioni della città e persino alle case più modeste, infiorandole di loggiati, di portali, di archi, di cornici deliziosamente rnodellati e intarsiati.

Dice il grande scrittore francese Paolo Bourget a proposito del « Barocco Leccese »:

« Prima di giungere a Lecce non potevo pronunciare la parola "barocco" senza provare un senso di antipatia e di repulsione. Lecce ha avuto il potere di rivelarmi, però, che quel termine pub essere sinonimo di fantasia leggera, di eleganza bizzarra, di grazia felice.

Questa città nel suo insieme non e, per cosi dire, che una scultura c una leggiadria. Ornamenti manierali si attorcigliano ai balconi delle case; un popolo di statuette contorte gravita sopra le porte; colonnine si profilano, susseguendosi ad altre colonnine; cosi i frontoni  appresso i frontoni.

Le chiese dispiegano fantastiche facciate ornate di festoni d'astragalo, di figurine, di cariatidi. E statue le coronano ed altre statue le affiancano: sono corpi che s'incurvano, braccia che si snodano rotonde, drappeggi che ricadono, angeli che aprono le loro ali...

Il barocco, a Lecce, rivela un'esuberanza capricciosa troppo geniale perchè si possa parlare di cattivo gusto...

Così scriveva il Bourgct nel 1890. Da allora la città e rimasta pressoche immutata, sia nell'aspetto esteriore che nello spirito. II seguente brano, di un giornalista moderno ce ne da la prova:

« Chi, arrivando a Lecce, oltrepassati i magnifici  vialoni fuori del vecchio cerchio delle mura, si addentri nella città vecchia, riceverà  l'impressione d'essere capitato in un centro  arrestatosi alle soglie del XVIII secolo.

 

Particolare della chiesa di Santa Croce


Particolare della chiesa di Santa Croce

 

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