Oggi grazie al Parco Nazionale del Gargano e all'opera di vigilanza del Corpo forestale dello Stato,  caprioli e aquile dei serpenti, a picchi e gatti selvatici, ad aironi e cigni reali trovano rifugio. Un monte che risplende anche delle testimonianze della storia.
Una storia antichissima che muove i suoi primi passi, più di 20 mila anni fa, nella grotta Paglicci. Dove, sulla riva sinistra del vallone Settepende di Rignano Garganico, nella piccola cavità dipinta di cavalli color ocra e impronte di mani, i primi garganici consumavano i loro riti magico-religiosi. Un cammino dell'uomo che si legge ancor di più nel Neolitico (10 mila anni dopo) a Defensola, vicino Vieste, dove fioriva una importante industria estrattiva di selce. E a Scaloria, una grotta vicino l'attuale Manfredonia, dove si professava il culto dell'acqua.
Fino a essere riccamente documentato durante l'epopea Daunia, nella civiltà del Ferro (VII-III secolo a.C.), con le numerosissime e preziosissime "stele": i cippi funerari di pietra locale decorata da incisioni di scudi, collane, spille, cinture, animali, scene di vita quotidiana, di caccia, di pesca e di riti funebri, ben conservati nel Museo nazionale di Manfredonia.
Una civiltà garganica che tocca il suo apice durante il Medioevo con i bellissimi borghi e le chiese di Santa Maria di Siponto, Santa Maria al Mare, Santa Maria di Pulsano, l'Abbazia di San Leonardo, il Santuario di San Michele Arcangelo, il Convento di San Matteo, gli imponenti castelli di Manfredonia e Monte Sant'Angelo, le fortificazioni di San Nicola, sulle Tremiti.
Il Parco nazionale del Gargano è stato istituito il 5 giugno del 1995 con il Decreto del Presidente della Repubblica pubblicato sul supplemento della "Gazzetta Ufficiale" numero 181 del 4 agosto dello stesso anno. Si estende per oltre 120 mila ettari, dal livello del mare ai 1.065 metri del monte Calvo, unendo il litorale del promontorio alla sua area sommitale, le dune ai laghi di Lesina e Varano, la fascia pedegarganica alla palude di Frattarolo e al lago Salso: le due zone umide a sud dì Manfredonia. Comprende anche la Riserva marina dell'Arcipelago delle Tremiti (isole di San Dominio, San Nicola, Capraia, Pianosa, La Vecchia e il Cretaccio), otto riserve naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato (Sfilzi, Falascone, Isola Varano, Monte Barone, Foresta Umbra, Bosco d'Ischitella, Lago di Lesina e Palude di Frattarolo) e altrettante oasi di protezione faunistica istituite dalla Regione Puglia.
 

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