Qualcuno ha scritto
che Alberobello, vista da lontano, sembra una bizzarra creazione alla Walt
Disney, un luogo di fate e di gnomi sui cui vicoli tortuosi fanno girotondo i
trulli; i trulli vestiti di bianco con il cappello grigio a punta e con
minuscole porte sulle cui soglie siedono le vecchine intente a filare, mentre
intorno i bambini sembrano in attesa di Biancaneve e dei sette nani di ritorno
dai boschi...
In realtà, ci fu un
tempo in cui questi boschi esistevano. Erano grandi boschi di querce che
formavano la Sylva Arboris Belli, da cui Alberobello prese il nome nel
secolo XV.
I trulli hanno
un'origine antichissima. Lo dimostra la stessa parola « trullo » che deriva dal
greco e significa « cupola ». Una cupola conica, infatti, costituisce il tetto
del trullo, formato da strati di schegge di calcare dette « chiancarelle » e
sovrapposte a secco, cioè senza calce. Pure a strati di « chiancarelle » sono
costruite le mura cilindriche del trullo, che hanno una porta d'ingresso
arcuata.
Alberobello, se si fa
eccezione per la Chiesa Madre affiancata da due campanili, non ha
particolari monumenti. Eppure, nell'insieme dei suoi trulli, che formano un
quadro estremamente pittoresco, essa è tutta un monumento.
Interamente composti
di trulli, ad esempio, sono: il Rione Monti (da solo ne comprende oltre
1000) e il Rione Aia Piccola, che costituiscono la zona monumentale
con i trulli che salgono la collina uniti a gruppi o allineati lungo
scoscese viuzze.
Nell'interno dei
trulli, si può osservare che, attorno alla stanza centrale, coperta dal cono
della cupola, si aprono delle arcate comunicanti con altre camere minori. I
locali sono pulitissimi e imbiancati a calce, così come le pareti esterne del
trullo.
I tetti conici dei
trulli, culminanti in un pinnacolo di pietra o in una sfera, si raggruppano fra
loro in modo curioso, sovrastati da alti comignoli. Su molti di essi sono
tracciati, a calce, strani disegni e simboli religiosi di cui nessuno conosce il
significato.
Sulla sommità del
Rione Monti sorge la moderna Chiesa di Sant' Antonio, anch'essa a forma
di trullo.
In una piazzetta,
dietro la Chiesa Madre, si trova, invece, il Trullo Sovrano, cosi
chiamato perché coi suoi due piani ne è l'esemplare più completo.
La zona dei trulli si
estende, inoltre, su per i rilievi collinari della Murgia compresi fra le
Province di Bari, Brindisi e Taranto. Nelle campagne, intensamente coltivate e
abitate, i trulli — isolati o a gruppi — si accompagnano alle tipiche « casedde
» pugliesi, tinteggiate a colori vivaci.
II territorio appare,
dunque, come una grande, estrosa città-giardino fra olivi, mandorli e boschetti
percorsi da una fitta rete di viottoli di campagna, e costituisce un singolare
paesaggio unico al mondo.