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Peschici
- itinerario storico
La grande bellezza del centro
storico di Peschici è pari solo alla dolcezza del
sito naturale, abitato fin dalle più remote epoche
preistoriche.
Negli ipogei di punta Manaccore sono conservate le
testimonianze di una civiltà rupestre di tipo
Mediterraneo, comune a tutta la Costa Garganica.
Nella necropoli ipogea di Monte Pucci sono le 25
tombe databili tra il IV ed il VII-VII sec. d.c., in
epoca paleo cristiana.
Sono rimasti in pochi a saper officiare l’antica
pratica di un genere di pesca molto coreografico.
Meta privilegiata di pellegrinaggio al tempo delle
Crociate, il Gargano ha offerto sul territorio di
Peschici un luogo in più alla fiorita catena di
monasteri e Badie Benedettine: l’Abbazia di Santa
Maria di Calena, tesoro d’arte e documento
inestimabile dell’architettura primitiva romanica
con cupola in asse, di epoca anteriore all’XI sec.
Nei muri dell’Abbazia, alcuni conci sono stati
marcati allo scopo di disciplinare i collimi
artigianali o il conteggio degli onorari da
corrispondere ai lapicidi squadratori impegnati nei
lavori di costruzione. Fra le altre tacche e simboli
figura anche l’antico segno del Sole di origine osca:
la svastica, che in Puglia compare spesso dipinto
sulle decorazioni vascolari di origine italiota.
Maestranze d’oltralpe transitavano allora,
itineranti nei due sensi della "Via francigena", che
aveva come tappe obbligate il Santuario
dell’Arcangelo Michele e il porto di Siponto.
Il Castello di Peschici ha mura grigie e feudali,
con funzione difensiva dagli assalti dal mare
condotte dai pirati slavi, turchi e saraceni.
Faceva parte del sistema di avvistamento creato
dagli Spagnoli nel XVI sec., al quale appartengono
anche le Torri di vedetta di Calalunga, Sfinale,
Gusmaj, Monte Pucci: consisteva in segnalazioni
visive dall’una all’altra, tramite fuochi. E’ un
ottimo esempio di collaborazione territoriale
ante-litteram tra le nostre cittadine costiere. Un
esempio sempre valido? Fin qui, l’interesse per le
opere degli uomini attraverso i secoli. Ma, come
dire la freschezza naturale delle bianche rocce
calcaree, la bellezza da copertina di faraglioni e
grotte marine, la salubrità degli zefiri, i tramonti
incendiati, lo spettacolo del sole che qui nasce e
muore in mare. Ognuno è abbastanza poeta e pittore
per tutto questo.
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