Costruito sullo Scoglio di Santa Eufemia a Vieste, antico porto insulare prossimo alle
Punte di Santa Croce e di San Francesco, è attivo dal 1868. Alla sommità della
sua torre è posta la lanterna elettrica ad ottica rotante che, nell’arco di
15 secondi, emette 3 lampi bianchi alternati da rispettivo periodo buio
(eclisse). Il fascio luminoso è proiettato dagli specchi ottici per 36
miglia marine (66,672 km). Un potente radiofaro affianca ed integra il
segnalamento marittimo. La sua posizione risulta strategica per le rotte di
navigazione tra il Medio e Basso Adriatico. Frequentato sin dalla
preistoria, in età classica, lo Scoglio è sede di un santuario dedicato a
Venere Sosandra e, nel tardoantico, il suo settore ipogeo viene trasformato
in luogo di culto cristiano. Le pareti interne del complesso sono incise e
graffite da simboli sacri e marinari e da iscrizioni votive e celebrative.
Tra queste, nel catino absidale dell'ipogeo maggiore, campeggia l'iscrizione
del doge dei Veneti e dei Dalmati Pietro Orseolo II. Questo raro documento
epigrafico altomedievale, risalente al 1002, attesta le soste di andata e di
ritorno nel porto di Vieste della flotta dogale e della vittoria riportata a
Bari sui Saraceni.
Cenni storici di Giuseppe Ruggieri

Il faro di Santa Eufemia