A SCUOLA

                                       

Immagini per una Storia

IL LAVORO
GLI UOMINI LE FESTE
I BAGNI I GRUPPI
I RAGAZZI LE DONNE
MARITO E MOGLIE ALTRE COSE
IN CHIESA IL PAESE

LE ALTRE COSE  "L'alt cos"

La vita non è catalogabile e se le foto sono un'immagine ovviamente obbligano ad avere una sezione in cui ci sono le cose veramente "altre" perché non sezionabili ed omologabili nelle altre sezioni.
La sequenza è operata per contiguità proporzionando i raggruppamenti di foto alle sezioni precedenti. Perciò alla prima sezione del paese abbiamo proporzionato alcuni lavori pubblici, in particolare l'inaugurazione (1929) dell'ospedale mendicicomio "Gesù e Maria" che per i viestani ha rappresentato più un mendicicomio che un ospedale, come ironizza anche la breve poesia del maestro Delli Santi:


U sptel du paes mi) c chjem "Gesù e Marij".

Rcuv'rann nu malet o nu f'rìt dv'ndarrij sptel rjunit.

Purtropp p qualsias malann ognun scapp a San Giuvann.

(Gaetano Delli Santi,
U sptel d Vist)

Infatti verso il 1820 venne chiuso l'ospizio per l'assistenza gratuita ai vecchi e ai viandanti che si operara nella chiesa di san Simeone, detta di s. Pietro, da parte dell'arciconfraternita di s. Pietro d'Alcantara formata da sacerdoti e laici.
Un'altra opera di pubblica utilità ed educazione è stata l'Asilo infantile, costituito sempre negli anni '20 (e precisamente nel 1921) così come l'ospedale mendicicomio (1929).
Dopo questi anni '20 un'altra opera pubblica è stata la rete fognante (grazie ad un lascito notevole fatto dal famoso medico-chirurgo viestano Sante Nacca-rati (1887-1926) (vedi foto), di cui ne documentiamo un momento dei lavori).
Il porto è stato sempre una chimera e per la sua costruzione si sono fatti anche scioperi e richieste elettorali (cfr. foto).
Alle diverse cisterne e ai pozzi di acqua sorgiva in paese fu poi costruito l'acquedotto, ma l'acqua per molto tempo era razionata: lo ricorda il maestro:

 

Eu ragion Marìandogn: "Pu puzz d Sand'Andogn, d Cimm e d San Pitr no msuramm l'acqu a Htr; p vev scemm p la secchj alla 'fundena vecchj', e l'acqu non era sciott com a quess d l'acquedott. Mo invec tnim i rubnett sol p pagà i bullett". Proprij occussì. A stu paes p l'Acquedott Puglies, s non vuj muri d set e sta pi cannel appccet, e q'uidd doj gocc d'acqu si ti viv non t'asciacqu

(Gaetano Delli Santi,
La sciott d l'acquedott, 1957)

 

 

 

 

Altre fotografie documentano momenti di educazione e aggregazione popolare costituiti dalla fondazione dei gruppi di Azione Cattolica, dalle missioni popolari, dalle manifestazioni politiche in occasioni delle elezioni "p
spuzzila vot", dell'Oratorio "s. Giuseppe operaio", dalla gloriosa squadra di calcio del Vieste, quando per vincerla, si cantava che era necessario la nazionale...: almeno alcune immagini documentano questi fatti.
Un ultimo gruppo di foto documenta il "retro" delle fotografie e alcune "insegne" di fotografi che abbiamo individuati perché presenti con le stampe o i loro timbri a secco o ad inchiostro sulle foto.
Una particolare attenzione abbiamo riservato al fotografo Franco Cappiello che per anni ha operato a Vieste: abbiamo collezionato e fotografato quasi tutti i suoi timbri fotografici. La speranza è che il suo archivio fotografico se esiste ancora diventi patrimonio fotografico dei viestani. A noi purtroppo non è stato reso disponibile, ma avvertiremo ancor più la sua assenza in questo libro quando lo speriamo sarà reso visibile con una prossima pubblicazione.