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Il venti per cento
della superficie del Gargano è ricoperto da fitti boschi; questo dato spiega
come mai il promontorio venga considerato dai botanici un' isola biologica.
Un' enorme isola biologica che comprende diverse specie vegetali boschive:
IL PINO D'ALEPPO: Le pinete di Pino d'Aleppo ricoprono (secondo stime risalenti
ormai a trenta anni fa) circa 7150 ettari della superficie garganica ed è
sicuramente l'estensione di maggiore rilievo in Italia. Tali pinete le possiamo
incontrare dal livello del mare fino ai 680 metri s.l.m.; Le presenze più
rappresentative le incontriamo sul lago di Varano e sulle pendici nord del monte
Scappone. Altre sparute presenze le incontriamo nei pressi di Mattinata. La loro
presenza è difforme sul territorio garganico soprattutto per il grave e pesante
intervento dell'uomo.
IL LECCIO: Del leccio non si conosce la superficie complessiva presente sul
Gargano anche perchè adesso la sua presenza è caratterizzata da forme arbustive
e macchie degradate. Le leccete sono ubicate principalmente a Nord-Est sul
Gargano e tra gli 800 e novecento metri di quota.
IL CERRO: Le cerrete sono la formazione boschiva più estesa del Promontorio e
occupano una superficie di ben 17445 ettari. Alle volte il Cerro convive con
altre specie boschive e in particolare con il faggio, l'acero, il leccio. Le
principali presenze sono quelle della Foresta Umbra, di Bosco Quarto, del Bosco
di Manfredonia (anche se prende il nome della "perla del golfo" è ben distante
da essa), della Difesa di San Matteo (vicino San Marco in Lamis) e di Coppa
Ferrata. Il Cerro ha bisogno di una temperatura media annua che va dagli undici
ai quattordici gradi centigradi e di precipitazioni piovose che si aggirino
annualmente attorno agli 800 millimetri.
IL FAGGIO: Il faggio occupa la ragguardevole superficie di 4200 ettari sul
Gargano divisi in tre insediamenti principali. La presenza più cospicua si ha
nella famosa e conosciuta, dai cultori del Gargano, Foresta Umbra con i suoi
3200 ettari. Altri 800 ettari sono presenti sul Monte Spigno e altri 200 nella
faggeta di Ischitella. Moltissimi sono gli esemplari di Faggio dalle dimensioni
eccezionali. Molto spesso questi esemplari si accompagnano ad altri di ben
diverse dimensioni ed età, tanto da risultare completamente isolati dal punto di
vista dimensionale. Tale conformazione è una peculiarità del Gargano. LA FLORA
Il Gargano, quindi, è un vero e proprio giardino botanico che conta quasi
duemila specie. Tale varietà e ricchezza è dovuta anche alle diverse situazioni
climatiche presenti.
Sugli altopiani, che sono spesso ricoperti da cerrete e per buona parte da
pascoli, in primavera si possono osservare vistose fioriture di anmoni e
ranuncoli, di cardi e campanule.
Verso il mare, invece, le rupi esposte al sole sono ricoperte dall'enula e dalla
scabiosa che contribuisce con i suoi grandi pulvini a trattenere il terreno
soggetto ad erosione. Su tutta la parte orientale del Gargano, che scende verso
il mare, domina incontrastata la "macchia mediterranea".
La più evidente e tenace forma di vegetazione la si vede al vento e alla pioggia
che sulla montagna han generato nicchie, isolando strati sporgenti e scavando
forme strane nell' ammasso roccioso; merletti di roccia che, inaccessibili e
allo stesso tempo visibili, accolgono strati di terre sufficienti a far
germogliare qualche seme; il seme della sgargiante valeriana rossa e della alla
singolare "moneta del papa" che colorano, in bilico tra mare e cielo, pareti di
roccia